Ritorno della Santa Famiglia in Galilea

Sacra Famiglia

Vangelo secondo Matteo (Mt 2,19-23)
Introduzione

Scampato il pericolo per il bambino, mentre la Santa Famiglia è rifugiata in Egitto (Mt 2,13-15), per la terza volta «[Giuseppe] riceve un ordine in sogno e, in questo modo, appare di nuovo come colui che è obbediente e, insieme, è anche deciso e giudiziosamente operativo. Prima gli viene detto che Erode è morto e che quindi per lui e per i suoi è arrivata l’ora del ritorno. Questo ritorno è presentato con una certa solennità: «Entrò nella terra d’Israele» (Mt 2,21). […] Il fatto che Giuseppe, dopo essersi accorto dei problemi in Giuda, non abbia continuato semplicemente per iniziativa propria il suo viaggio fin nella Galilea - che era stato il governo meno crudele di Antipa - ma sia stato mandato lì dall’angelo, ha lo scopo di mostrare che la provenienza di Gesù dalla Galilea concorda con la guida divina della storia» (Benedetto XVI, “L’infanzia di Gesù”, Rizzoli, 2012, pagg. 132-133).
La regione della Galilea appare un luogo sicuro e accogliente per la Santa Famiglia. Qui Gesù crescerà e si formerà nella quotidianità di un piccolo e semplice villaggio posto sulle colline dell’entroterra.

Testo

Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: "Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nella terra d'Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino". Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d'Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: "Sarà chiamato Nazareno".

Annunciazione
Sogno di Giuseppe
Discorso di Gesù nella Sinagoga
Vangeli